Buongiorno a tutti,
come accennato nella precedente puntata, ho deciso di fondere le mie passioni con la mia vita lavorativa, ma non è stato un processo facile né veloce.
Nel corso degli anni ho sempre pensato che passione e lavoro dovessero rimanere separati, così al posto di diventare un istruttore di kitesurf, ho deciso di diplomarmi al liceo Classico e di prendere una laurea in Economia.
Per 8 anni ho lavorato tra società di revisione, uffici amministrativi e di controllo di gestione. Non nascondo che ho sempre fatto il mio dovere con diligenza, senza eccellere ma senza far mancare il mio contributo.

Più volte nel corso di questi anni però, in occasione di periodiche crisi (anche esistenziali) ho sempre visto la mia passione come una possibile exit strategy, una speranza che mi desse la forza di andare avanti e credere di non essere spalle al muro, senza alternative.
Quest’anno, all’ennesimo confronto con me stesso, ho deciso di darmi una chance e di provare a sfatare un tabù che mi ero imposto da anni, ho deciso di dare una chance a me stesso in primis, provando a fare della mia passione il mio lavoro.
Ho scoperto che credere in ciò che fai può fare la differenza, io credo fortemente nel potere benefico dello sport e credo che gli sport che pratico rendono le persone felici, per questo ho deciso di fare un lavoro in cui sono a contatto con le persone che condividono le mie passioni e i miei valori, costantemente alla ricerca della felicità.

Nella prossima puntata vi racconterò il mio primo tour 🙂
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